Il monte Purgessimo (con goletta nuova)

Domenica due dicembre è una giornata umida, ma con un pallido sole che fa lievitare la temperatura fino a nove gradi, è d’obbligo quindi una breve gitarella con la Varadero.

L’abbigliamento invernale tiene benissimo, l’unico accorgimento che può apparire un po’ esagerato è l’uso di una doppia balaclava: sotto la Spyder della Spark, dalla quale non mi separo mai, sopra quella in windstopper. Il motivo è semplice, la Spyder è troppo leggera, quella in windstopper non è aderente e dove si forma un varco entra tutto il freddo, insieme si compensano a meraviglia. Ho anche sostituito la sciarpa con una goletta della Spark, costa poco e tiene la zona collo-schiena alla perfezione.

Purgessimo è vicinissima ad Udine, sta subito dietro a Cividale, quindi una ventina di chilometri, che passano in fretta. Il paesello è collocato subito davanti al monte omonimo, sotto e a sinistra (ovest per i precisini) del santuario di Castelmonte.

purgessimo-800.jpg Purgessimo dalla strada che porta al monte omonimo

Dal paese si diparte una strada bianca (molto probabilmente una ex strada militare), che porta in cima al Monte Purgessimo, uno spuntone che domina la stretta del fiume Natisone presso Ponte San Quirino. Durante la ritirata di Caporetto questa posizione strategica permise di bloccare per alcune ore l’esercito Austroungarico (Gruppi Stein e Berrer) nella sua avanzata verso Cividale.

Una volta giunti in cima se ne capisce il motivo: la visuale su Ponte San Quirino ed Azzida è totale e, con i corsi d’acqua Cosizza, Natisone ed il torrente Alberone a fare da sbarramenti naturali, il possesso di questa vetta risulta molto importante.

Tuttavia questa è l’unica considerazione che si può fare sul monte Purgessimo, in cima non c’è nulla e la visuale panoramica è ostruita ovunque da alberi piuttosto alti, tanto che fare una foto risulta praticamente impossibile. Questo, unito al fatto che per giungere in cima bisogna percorrere un bel po’ di strada in mezzo al bosco (infida perchè piena di strati di foglie morte) fa sì che l’escursione non sia particolarmente raccomandabile o degna di nota.

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