Subit e il Monte Namlen

Alle 17 finisco in ufficio, ho il resto della famiglia in vacanza, chi me lo fa fare di tornare a casa? 

E infatti devio e parto verso le montagne, beh, montagnine, collinone, insomma quegli agglomerati rigonfi che si affacciano sulla pianura friulana.
Sono strade che conosco bene dopo tanti anni di ciclismo, mi sono fatto praticamente tutte le salite nel raggio di 40 km da Udine, e decido di optare per una delle meno pendenti, quella che attraverso Subit porta sui monti le Zuffine, e più precisamente sotto il monte Namlen.

La strada fino a Subit non presenta nessun problema, anzi, è stata riasfaltata di recente per gran parte del percorso, sembra una pista…violente tracce di staccate mi ricordano sia le traiettorie migliori, sia che per l’ennesimo anno mi sono perso il Rally delle Alpi Orientali, vabbè… La Varadero procede tranquillamente in terza, la seconda serve solo per i tornanti, veramente stretti.

Dopo Subit incontro un cartello che, minaccioso, indica che la strada è militare, senza manutenzione e che si “declina ogni responsabilità”; mi ricorda un po’ quelle scritte all’inizio dei film porno che recitavano “chi prosegue nella visione è consapevole e quindi consenziente”, non gli dò molto peso e proseguo.

La strada l’avevo percorsa per l’ultima volta con la bici da corsa 7-8 anni fa e, a parte qualche buco, era praticamente normale, ora invece, dopo che i militari se ne sono andati dal Friuli, la strada è un’autentica merda.

La vegetazione la rende strettissima, il muschio cresce in tutte le parti in ombra e molte volte il vecchio asfalto, chiarissimo, si confonde con un infido brecciolino, stesso colore ma aderenza molto diversa, in discesa è meglio non toccare il freno davanti e in salita capita che la posteriore slitti, è come andare sul ghiaccio… questa foto chiarisce un po’ lo scenario:

strada-namlen.jpg

arrivo allo scollinamento, dove non c’è nulla, solo una stradina si diparte verso un’area nascosta in cui ci sono delle panche e dei tavoli. Immagino che in estate sia un piccolo paradiso, visto che è in mezzo agli alberi e con un panorama favoloso…
Decido di non proseguire, dal lato di Taipana la strada me la ricordo pessima, ora sarà praticamente un budello nella giungla…
Sul Namlen si gode di un’ottima vista su Taipana, incassata alle pendici del Gran Monte e con la catena del Musi che fa capolino da dietro:

taipana.jpg

dopo aver ripercorso la strada-budello, a Subit mi fermo per un panorama sulla sottostante Attimis:

attimis-subit.jpg

e via a casa, un’ottantina di km in tutto, al freddo, perchè stamattina c’erano 9 gradi a Udine e a 1000 metri alle 18.30 non penso che la temperatura fosse molto diversa, è arrivato il momento di comprarsi i guanti invernali…

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